LA LEGGE DEL PIU’ FORTE

Digressione

Ci sono voluti tra i 60 e i 70 milioni di morti della seconda guerra mondiale, i 16 milioni di morti della prima guerra mondiale, il ben più alto numero di feriti nonchè le relative raccapriccianti/criminali atrocità (peraltro ampiamente dimostrate/documentate) per indurre svariati Stati del mondo a costituire, tramite specifici trattati, degli organismi internazionali per perseguire scopi comuni fra cui, per alcuni (che sono quelli che ci interessano nel caso specifico), il mantenimento della pace fra i popoli, la sicurezza, la tutela dei diritti umani. Da qui la  nascita del termine multilateralismo inteso come “metodo di cooperazione internazionale basato su norme condivise, accordi e azioni coordinate tra molteplici Stati, finalizzato a risolvere problemi globali comuni, promuovere il commercio e mantenere la pace”.

Oggi, alla luce degli accadimenti di questi ultimi anni (e ancor di più di questi ultimi mesi), sembra rilevare che detti trattati siano divenuti non dico carta straccia ma quasi.

Ritengo ridondante, ergo inutile, elencare qui tutti gli eventi che evidenziano, oramai inequivocabilmente, questo stato di cose, vale a dire una situazione in cui la “forza del diritto” viene sempre più sostituita dal “diritto della forza” nel senso che, in barba agli accordi internazionali, chi è più forte può permettersi di intraprendere qualsivoglia azione, anche la più spaventosamente cruenta, se è in condizioni di imporla con la forza.

A ben vedere, non è che tali organismi siano sempre riusciti a perseguire efficacemente gli obiettivi per cui erano stati costituiti. Anzi. Non di rado hanno mostrato, sotto tale profilo, notevoli limiti tanto da attirare forti critiche da parte di vari osservatori quaificati. Comunque sia, almeno formalmente, hanno mantenuto le prerogative loro attribuite, appunto, dal diritto internazionale.

Una dicotomia che, a lungo andare, può anche indurre alcuni pacifisti, diciamo, intransigenti, ad un ripensamento delle loro opinioni al riguardo. Mi spiego meglio: siccome l’umanità comprende, come ci insegna la storia, anche persone capaci di intraprendere azioni di inaudita malvagità, alla luce di quanto or ora specificato, per un pacifista “a tutto tondo” come il sottoscritto, sovviene un’affliggente dilemma (che, peraltro, è emerso oggi con tutta la sua prepotenza): meglio continuare a mantenere una posizione netta contro la guerra e, quindi, in ogni caso, parteggiare per le “vie diplomatiche”, oppure puntare sulla deterrenza e quindi armarsi ed allearsi in maniera tale da mostrare al mondo le nostre temibili capacità militari (sotto il profilo geopolitico il contesto di riferimento è l’Unione Europea)?

In altri termini, per perseguire la pace occorre rifiutare, sempre e comunque, i conflitti armati o, invece, proprio a tale fine, risulta necessario preparasi a fare la guerra  dimostrando in questo modo di essere una potenza militare?

Fino a ieri, malgrado tutto, rimanevo assolutamente contrario alla corsa agli armamenti e, di converso, favorevole, sempre e comunque, alla via diplomatica della risoluzione dei conflitti.

Oggi, alla luce degli accadimenti degli ultimi mesi, le mie “certezze” vacillano fin quasi a prendere in considerazione l’idea che per perseguire la pace occorra fare il necessario (sia in termini di alleanze, sia in termini di dotazione) per  irrobustire le nostre capacità militari, intese in senso lato.

Oltretutto, oggi più che mai, abbiamo potuto assistere “in diretta” alle barbarie della guerra. Barbarie che sembrano non interessare più di tanto i grandi del pianeta che pare considerino i soldati (ma anche i civili) delle mere pedine da muovere a piacimento in una sorta di “gioco della guerra”.

Passando ai desideri assolutamente utopistici vorrei tanto che venisse introdotta una legge “universale” che disponesse, in caso di guerra, di una sorta di obbligo di inviare  in prima linea innanzitutto i generali, poi i colonnelli e via dicendo. Ho la netta convinzione che così facendo verrebbe dato un forte contributo alla riduzione dei conflitti.

Mi scuseranno i miei quattro followers e gli altri quattro lettori “normali” per questo sterile sfogo. Ma questo è un diario. Ed io ho avvertito l’impellente necessità di “cristallizzare” in qualche modo, sia uno stato d’animo, sia un sogno destinato purtroppo a rimanere tale.

OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 4

 Nella seconda metà del 2023 uno dei miei quattro “followers” ebbe a criticarmi per aver “messo in piedi” questo blog e, in particolare, per le modalità operative da me adottate che, secondo lui, mi avrebbero “reso particolarmente e visibilmente vulnerabile al variegato mondo del web”(cfr post del 22 Settembre 2023).

Secondo il Mario di cui sopra avrei dovuto tenere,  sulla questione, un atteggiamento diametralmente opposto a quello adottato, vale a dire non “sbandierarla ai quattro venti” o, meglio ancora, non parlarne proprio.

Io, invece, sono andato avanti nella strada delineata: continuare a scrivere sull’argomento in modo da rendere palesi e molto trasparenti tutti gli aspetti di cui vengo a conoscenza, pur con le difficoltà derivanti dalle modalità  “operative” del detrattore (attività  “sotto traccia”).

Poco tempo fa, incontrandomi di nuovo, fra le altre cose ci tenne a rimarcare questa sua opinione chiedendomi inoltre se, anch’io, ero rimasto dello stesso convincimento di allora. Io, piuttosto seccamente, risposi di sì.

Ma, per amore di verità, devo dire che la questione non è così lineare. Vedo di riassumerla brevemente.

Come ho avuto modo di scrivere in precedenti post, in assenza di “scheletri nell’armadio” non ravvedo la necessità di dovermi difendere dall’emergere di fatti più o meno riprovevoli per il semplice fatto che tali fatti non esistono.

Peraltro è anche vero che la capacità del “detrattore occulto” (nonché dei suoi “veicolatori” a cui, di recente, si sono aggiunti alcuni “valvassini”) di proseguire nella sua “opera denigratoria”, è ben più articolata, ergo più incisiva, del mio armamentario di difesa. E questo forse anche, non mi sento di escluderlo, proprio grazie ai connotati di massima trasparenza (compreso quello di riprodurre la mia immagine) che ho inteso dare al mio blog, connotati che, di fatto, potrebbero aver consentito al detrattore di amplificare la diffusione delle “fakes” “veicolate”. Anche perchè, dato che costui, come ormai scritto tante volte, opera sempre “sotto traccia”, esiste sempre un robusto “lag” temporale dal momento della “veicolazione” (da parte del detrattore occulto e dei suoi accoliti) al momento in cui ne viene a conoscenza il destinatario (nel caso specifico il sottoscritto che peraltro, come già detto, non primeggia in quanto a perspicacia).

A proposito di “valvassini” mi sembra di rilevare che questi sono distribuiti solamente all’interno di certi contesti (peraltro pochi). Vedrò  se è  possibile trarre alcune valutazioni significative, valutazioni che, se emergeranno con buona certezza ne darò contezza in questo blog.

Tuttavia, pure se con qualche titubanza, rimango dell’idea che, a lungo andare e malgrado tutto, la trasparenza pagherà. Quindi io continuerò su questa strada nella convinzione che quanto maggiore sarà la componente emergente dell’iceberg, tanto più ridimensionate risulteranno le possibilità del “mio” detrattore di veicolare le sue schifose nefandezze.

Prima di proseguire ritengo necessaria una premessa: proprio per l’ambito forse più emblematico di quanto intendo qui evidenziare mi trovo costretto a non farne cenno. Questo perchè dovrei coinvolgere alcuni, che per motivi di riservatezza chiamerò genericamente soggetti, a cui voglio molto bene (i quali, peraltro, sono completamente estranei a tutta la problematica) e che intendo mantenere del tutto al di fuori dall’argomento e, più in generale, dalle questioni affrontate in questo blog. Se dovessi provocare loro un seppur minimo danno di qualsiasi genere non me lo perdonerei.

Desidero anche ribadire il fatto che, solo a prima vista, il tema di cui sotto potrebbe sembrare materia “da bar” e/o “da parrucchiera”. E qualche lettore, a ragione, potrebbe considerarlo tale. “Ma – potrebbe dire – con tutti i problemi che ci sono nel mondo, in Italia ed anche nella nostra città, perdi tempo a scrivere di cose del genere?” Io stesso, leggendo questo post, e solo questo, sarei portato alle medesime considerazioni. Ragionamento diverso farà, penso, chi ha da tempo, anche sporadicamente, letto i post di questo blog. Quindi prego vivamente eventuali neofiti di considerare la questione ben più  seria di come può  apparire a prima vista e, quindi, di fidarsi di quanto vado qui scrivendo.

Veniamo adesso al tema vero e proprio che intendo trattare in questo post, che poi è una  prosecuzione dei 3 post precedenti.

Dalle svariate, diciamo, informazioni che mi sono pervenute, uno dei “vestiti” (calunnie) forse più ricorrenti che il detrattore sta da tempo tentando di mettermi addosso (tenete sempre presente che questo personaggio ed i suoi “veicolatori” “operano” sotto traccia, ragione per cui i tempi necessari per ottenere “informazioni” adeguatamente affidabili sono molto lunghi) sembra essere (sintetizzando ed un po’ estremizzando) quello di una sorta di balordo molestatore seriale compulsivo nei confronti, ovviamente (almeno credo), delle donne .

Con tale definizione, rilevo dal Vocabolario, si intende “una persona che commette ripetutamente un’azione specifica” e che “agisce spinta da un impulso irrefrenabile e ripetitivo”.

Peraltro di “vestiti” ce ne sono altri le cui sottostanti problematiche spero di poter affrontare in un prosieguo non troppo lontano a condizione che riesca e reperire adeguate “informazioni”.

Forse è il caso di aggiungere subito che, come dimostrano tutti i miei “trascorsi”, ho sempre avuto grande rispetto per le donne.

A questo punto mi verrebbe il desiderio di scendere nel dettaglio e quindi  cercare di capire bene quale tipo di molestia, quale tipo di gratificazione, quale tipo di approccio, quale tipo di risultato finale, ecc. ecc.,  intenderei conseguire con questo comportamento molto più che “strano”. Ma il discorso diverrebbe troppo lungo e perdipiù senza concreti miglioramenti in termini di conoscenze utili ai fini di questo post. Al più  potrei arrivare a “certificare”, per certi versi,  un significativo grado di stupidità.

Come vedete una situazione che ha dell’assurdo. Dei piccoli mafiosi di periferia, oltre a tutte le angherie da me evidenziate nei precedenti post, hanno deciso di “veicolare” false informazioni sul sottoscritto volte a catalogarlo come, appunto, un balordo molestatore seriale compulsivo.

Una storia. che, se me la raccontassero, stenterei parecchio a crederci.

Da qui il mio tentativo di portare tutta la questione al massimo livello di trasparenza possibile in quanto, così  facendo, siccome tutti i miei atteggiamenti non hanno niente a che vedere con quelli di cui sopra,  il sottostante meccanismo verrebbe subito e completamente sgretolato.

Ma procediamo con ordine anche se, come potrete constatare, occorre che io “scenda” ad un consistente livello di mediocrità. Ma tant’è.

Al momento in cui mi sono reso conto del problema ho pensato a come difendermi e confesso che in prima battuta la cosa mi era sembrata abbastanza facile. Basta che io – mi sono detto – nelle varie situazioni, mi mantenga, come dire, “in evidenza” in modo che più persone possano osservarmi contemporaneamente e, quindi, verificare un atteggiamento che non ha niente a che vedere con le molestie. Semplice.

Ma a distanza di non poco tempo mi sono accorto che la situazione era ancora “in piedi”. Forse, e dico forse, perchè tutta la questione, data la mia scarsa prespicacia, si era robustamente “cronicizzata”.

Occorreva pertanto “alzare il tiro”. Decisi quindi non solo di pormi in buona evidenza, ma anche di mantenermi debitamente distante dalle persone (maschi e femmine), a parte, ovviamente,  persone amiche o, comunque, buoni conoscenti.

Come detto più  volte, tutto sarebbe ben più  lineare e molto più  facile nel caso in cui  potessi trasferire tutta la questione da un contesto “sottotraccia” ad uno assolutamente trasparente.

Percependo nuovamente di non aver raggiunto l’obettivo (sempre, ovviamente, in tempi lunghi), neppure con tali altri accorgimenti, ho alzato nuovamente il tiro: cercare di far emergere il più possibile la parte sommersa dell’iceberg, pure a costo di andare sopra le righe.

Ed eccomi qui nella speranza di essere arrivato alla conclusione di questa sgradevolissima faccenda o, quantomeno, ad acquisire elementi tali da, come dire, poter “prendere definitivamente il toro per le corna” o, volendo usare un’espressione più “energica”, “tagliare la testa al toro”.

Mentre mi appresto a “chiudere” mi balena alla mente la sensazione che ci possa essere un qualche, diciamo, intreccio fra la “banda del detrattore” e qualche  soggetto istituzionale o paraistituzionale. Sensazione subito dissipata dal benchè minimo riferimento fattuale.

Per essere sicuro che il messaggio implicito di questo post venga recepito, provvedo a renderlo esplicito: sfido il “detrattore occulto” (ma anche qualsiasi altra persona) a rendere palese anche una sola circostanza in cui io possa essere minimamente sospettato di molestia.

In questo post, come del resto in buona parte del blog, viste le forti interdipendenze fra i singoli argomenti, ritengo buona regola tenere sempre ben presenti tutte le sfaccettature della questione compreso, per esempio, nel caso specifico, quella del famigerato disturbo intestinale. Invito quindi caldamente a leggere i relativi post (del 26 aprile 2019, del 9 gennaio 2018, del 13 novembre 2017, del 17 luglio 2017, del 22 settembre 2022).

BREAK (rif.:OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO)

Da un po’ di tempo svariati indizi mi inducono a ritenere che, sul versante “detrattore occulto” e, ovviamente, con riferimento al sottoscritto, siano in corso dei cambiamenti nella, diciamo, relativa “strategia operativa”. E non mi sento di escludere che tali cambiamenti riguardino anche l’ambito “social”. In estrema sintesi possiamo dire che sembrerebbero significativamente accentuati i soliti comportamenti che, come più volte esplicitato, a mio parere sono da considerare squisitamente mafiosi.

Di conseguenza ho deciso di sospendere il lavoro con riferimento a questo specifico aspetto e di adoperarmi per addivenire ad un quadro informativo di riferimento sufficientemente decifrabile da consentirmi di capire e, in ultima analisi, di “risponndere” in maniera appropriata.

Per quanto riguarda internet (i social) devo confessare di essere un pessimo “navigatore”, un pessimo “influencer”, ecc., ecc., ecc. Per questo sarei oltremodo grato a chi, essendo a conoscenza di qualsivoglia riferimento, certamente non edificante, che mi riguarda me ne desse contezza nella forma che più preferisce, anche anonima.

Resta il fatto che, al momento in cui decisi di mettere in piedi questo blog, misi in conto anche il “volto brutto e cattivo del web”. Anzi quasi mi meravigliavo di non aver ancora ricevuto attacchi su tale versante. Quindi, come dire, no problem.

Peraltro, a prescindere dai social, sono ben vaccinato, date le vere e proprie persecuzioni che,  su vari versanti, mi hanno riservato, non da oggi, il “detrattore occulto” ed i suoi “veicolatori”, a cui, di recente, si sono aggiunti anche alcuni “valvassini” vieppiù  spregevoli.

E sono ben addestrato anche per fronteggiare i più volte citati atteggiamenti mafiosi  dei personaggi di cui sopra.

L’obiettivo, come accennato, consiste nel tentare di ottenere un quadro sufficientemente chiaro del “tipo di vestito” che, in questa fase, stanno tentando di “mettermi addosso” e, quindi, “reagire” con cognizione di causa.

Sono convinto che qualche “nuovo” lettore penserà che quanto sopra sia il frutto di una mente non proprio lucida. Ma sono altrettanto convinto che cambierà opinione se avrà la pazienza di leggere qualche altro post di questo blog.

OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 3

Con specifico riferimento all’argomento che intendo trattare (“scendere” nel dettaglio della questione “detrattore occulto” nei suoi variegati risvolti), ogni volta che mi accingo a mettere nero su bianco, mi sento come sprofondare nel mare magnum della esorbitante stupidità.

Mi spiego. Sempre con riferiento al succitato argomento, ogni volta che mi accingo a mettere nero su bianco sono spinto, certamente, dalla volontà  di far emergere quanto più possibile i risvolti di tale realtà nonché di far emergere e quindi ribaltare le “fakes” che il detrattore occulto ed i suoi “veicolatori” (balordi di provincia  oltremodo spregevoli) hanno diffuso, diffondono e (ritengo) diffonderanno. Ma, di converso, ancora con riferimento al caso specifico, mi assale, pressoché in contemporanea, una sensazione, diciamo, di forte scoramento derivante dal fatto di dovermi occupare di  aspetti che ho sempre considerato di una “pochezza” assoluta e quindi da non prendere in qualsivoglia considerazione.

 E proprio da tale secondo sentiment scaturisce la susseguente decisione di accantonare  questa, appunto, stupida/irrilevante/demenziale problematica (non dimenticate che tutte le “informazioni” che mi pervengono sono sempre e comunque ambiguamente “sotto traccia”: allusioni che potrebbero non essere tali, iinsinuazioni  che potrebbero non essere tali, ecc., ecc., ecc.; mai che mi pervengano “informazioni” idonee a consentirmi di affrontare la questione in un contesto di adeguata trasparenza, magari anche in termini giudiziari). Accantonarla fino al momento in cui certi indizi riemergono per l’ennesima volta, indizi che mi inducono a riconsiderare la situazione, certamente non meritevole di qualsivoglia attenzione in condizioni di normalità ma che diviene invece rilevante nel caso specifico, dato il contesto di riferimento del tutto paticolare (cfr i numerosi post che, in questo blog, trattano tale aspetto). Riemerge quindi  l’intendimento di riconsiderare nuovamente la questione. E via di questo passo perpetuando una sorta di “loop” notevolmente defatigante e frustrante.

Questa volta, però,  vedrò, costi quel che costi, di “svolgere il compito” fino in fondo.

Da quanto finora scritto risulta abbastanza evidente, credo, che “alzare il tiro” nei termini sopra acennati mi costa una grande fatica sotto il profilo meramente psicologico, fatica che, peraltro, a questo punto ritengo assolutamente necessario accollarmi.

Ma prima di affrontare tale defatigante questione ritengo opportuno scrivere riguardo alle mie capacità mentali. Sul motivo che mi ha spinto a tale decisione è presto detto: anche una persona scarsamente perspicace come il sottoscritto (così  dicono), dopo anni ed anni di “convivenza” (non voluta quindi mio malgrado) con il detrattore occulto, comincia ad intuirne/percepirne, in parte, il modo di ragionare. Ed al momento, per una serie di segnali che mi sembra di rilevare, ritengo probabile che questo “personaggio” intenda giocare la carta della mia non piu integra capacità di intendere e di volere, in quanto “anziano”, per poter poi veicolare questa nuova “fake“: nel soggetto (vale a dire il sottoscritto)  cominciano ad essere presenti sintomi di demenza senile o qualcosa del genere. Una “fake” che, data la mia età, risulta assolutamente plausibile. Una “fake” che, se passasse, consentirebbe loro di tentare di veicolare nefandezze/stupidità di ogni genere.

Anche per questo aspetto forse è il caso che mi spieghi meglio.

Il ragionamento  sottostante ritengo sia questo: non potendomi classificare, almeno credo, nelle categorie dei soggetti particolarmente stupidi e/o affetti da una potente malattia mentale congenita (o, comunque, da lunga data – come ho già scritto i camportamenti attribuitimi dal detrattore occulto &c, a mio modesto parere, implicano, appunto,  una personalità o particolarmente stupida o con grossi problemi mentali), l’unica “strada” possibile per potermi addossare tali comportamenti (di cui parlerò  nel prossimo post) è quella, appunto, di considerarmi affetto da qualche malattia mentale acquisita in tarda età. Cosa che farebbe loro buon gioco anche per tentare di “minare” la solidità dell’intera impalcatura delle argomentazioni riportate in qesto blog. E poco importa che la sua (del mio detrattore occulto) attività  sia iniziata molto tempo fa!

 Voglio essere otremodo chiaro a costo di risultare ridondante.

Siccome fino a “ieri” risultavo sano di mente e dato che certi comportamenti attribuitimi (sempre “sottotraccia”, ovviamente; altrimenti sarebbe troppo facile!) sottintendono una mente malata e/o molto stupida, tornerebbe loro particolarmente conveniente, io credo, poter veicolare l’ipotesi che, per esempio, data l’età, io sia afflitto dalle cosiddette malattie mentali tipiche degli anziani. Anche perchè al di fuori di tali argomentazioni, io credo, non possono “aggrapparsi” ad altro.

Quindi, per quanto or ora scritto, occorre affrontare la questione relativa al mio stato di salute mentale. Certo, tutto sarebbe molto più facile se, come già  accennato, fossimo in presenza  di un “contesto operativo” traspaente e/o giudiziario. In particolare io non avrei speso molto del mio tempo a costruire e poi a gestire questo blog.

Ovviamente in questo caso posso ricorrere solo alla mia, diciamo, testimonianza. Un handicap che, peraltro, credo di poter “elidere” dicendomi disponibile a qualsivoglia accertamento di qualsivoglia genere riguardante il mio stato di salute mentale ma, anche, se richiestomi, di tipo meramente fisico.

Entrando nello specifico, ma senza annoiarvi più del necessario, posso dire che, nel corso degli anni sono emerse svariate “malattie” per le quali ho dovuto:

  •   assumere alcuni farmaci;
  • sottopormi ad alcuni interventi chirurgici;
  • utiizzare specifiche “protesi” (occhiali per la vista, auricolari per l’udito,. ecc.).

Comunque niente di particolarmente grave.

Forse posso solo aggiungere che non pochi interventi (non tutti), non essendo riusciti alla perfezione, hanno creato effetti collaterali non proprio banali.

Comunque sia, ripeto, niente di particolarmente grave.

Passando allo specifico versante mentale credo di poter dire che, data la mia età,  la situazione si mantiene del tutto soddisfacente.

In chiusura ritengo necessario riaffrontare telegraficamente anche la questione del disturbo intestinale. Per non allargare a dismisura le dimensioni di questo post riporto i riferimenti più significativi sull’argomento: post del 26 aprile 2019, del 9 gennaio 2018, del 13 novembre 2017, del 17 luglio 2017. Chi avesse la voglia e il tempo può  andare a leggerseli (basteranno pochi minuti).

Probabilmente, anche in questo caso, detrattore occulto e veicolatori si stanno dando da fare (devo ancora scopire in che termini e non è  da escludere che mi stia sfuggendo qualcosa) per modificare la realtà, ovviamente a mio detrimento. Leggendo i citati post  potrete apprendere chiaramente che a questi piccoli criminali di provincia va attribuita totalmente (e senza alcun dubbio) la responsabilità dell’evento e delle relative conseguenze.

Invito caldamente chi sta leggendo questo post ed intende leggere anche il prossimo (che, ovviamente, sarà  una prosecuzione di questo) di fare la piccola ulteriore fatica di leggere i due precedenti (OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 1; OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 2). Un dispendio di tempo tutto sommato contenuto che consentirà una migliore capacità di comprendere il tutto.

OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 2

Come accennato, in questo e nei post sull’argomento che seguiranno, mi occuperò della questione “detrattore occulto” nei  suoi variegati risvolti.

La prima “sfaccettatura” che intendo affrontare  in questa sede possiamo annoverarla nella categoria che, al momento in cui decisi di mettere in piedi questo blog, intesi denominare “UNA OSCURA QUESTIONE DI VICINATO“.

Perchè questa scelta? Semplice. La problematica sottostante, anche se di importanza tutt’altro che secondaria e, ancora una volta, del tutto incomprensibile sotto il profilo logico, risulta essere ben circoscritta, poco complessa e, quindi, poco dispersiva. E, proprio per questo, facile da descrivere in maniera relativamente sintetica.

E, per amore di verità, anche perché in questo caso il lavoro mi è risultato facilitato dal fatto che, in realtà, trattasi di una attività occulta poco occulta nel senso che, pur sempre in un contesto, diciamo, sotto traccia, ho avuto contezza delle fakes “veicolate” abbastanza chiaramente ed abbastanza a ridosso del loro inizio.

Quindi una scelta  dovuta  al fatto  che l’argomento,  certamente nella sua ambiguità e nella sua oscurità con riferimento agli aspetti motivazionali sottostanti, risulta essere piuttosto chiaro nelle sue manifestazioni. In altre parole ho voluto cominciare con i “compiti” più  facili.

Ma, mi si dirà,  tu stesso hai più  volte riconosciuto che, con riferimento a tale categoria, le cose sono alquanto migliorate. Quindi perché ritornarci sopra?

Confermo. Ma dato che in questo e nei post che seguiranno, come già  scritto, intendendo prendere in rassegna tutta la questione “detrattore occulto” in termini, come dire, storici, non posso rimuovere tale aspetto in quanto altamente significativo dell’insieme.

Anche se poco pertinente, desidero, ancora una volta, ribadire che, a mio avviso, tale parziale “successo” è  ascrivibile solamente al fatto di aver messo in piedi questo blog nonché,  ovviamente, alle peculiarità  del web.

Al fine di consentire a chi legge queste righe di ben comprendere tutto quanto andrò scrivendo, ritengo necessario riassumere i termini della questione, pure se in forma estremamente sintetica. E per fare questo considero utile iniziare dal periodo in cui i nostri attuali confinanti acquistarono e presero possesso di alcuni terreni circostanti (parlo, se non vado errato, del 2003) fra cui la piccola uliveta, oggi trasformata in, si fa per dire, piccolo frutteto, prospiciente il lato della nostra abitazione dove sono ubicate le camere.

Ma veniamo al nocciolo della questione.

Con l’arrivo dei nuovi confinanti io e la mia famiglia, come di consueto, ci adoperammo per costruire buoni e corretti rapporti di vicinato.

Ma, anche se con enorme ed ingenuo ritardo, capii che questi signori confinanti, fra i loro compiti, contemplavano anche, chissa perché, quello di renderci la vita impossibile. Da qui le nostre rimostranze, prima con metodi da buoni confinanti, poi con azioni sempre più incisive.

Per gli scopi di quanto andrò dicendo ritengo utile riportare integralmente, in quanto particolarmente significativo, il quart’ultimo capoverso del post del 22 Ottobre 2014:

Come ho già avuto modo di sottolineare, non si tratta della “classica” situazione di vicinato dove, “screzio dopo screzio”, da ambo le parti, si è andato creando uno stato di, diciamo, crescente conflittualità. Per quanto qualcuno si stia sforzando di far apparire una realtà di questo tipo (ne parlerò in uno specifico post), io (ma il discorso vale per tutta la mia famiglia), proseguendo nel mio normale stile di vita, mi sono preoccupato, sempre e comunque, nell’intraprendere qualsivoglia iniziativa, innanzitutto di non arrecare disturbo e/o danno a checchessia nonché, ovviamente, di rispettare le norme vigenti. Quindi, ripeto, l’attuale stato di cose, su tale versante, deriva completamente da atteggiamenti unilaterali.

Questa reminiscenza mi è apparsa necessaria in quanto io stesso, già in quel periodo, per fortuna, appresi che alcuni “veicolatori” si prodigavano in tutti i modi per diffondere l’esistenza di una situazione, diciamo, bipartisan, vale a dire una situazione in cui le responsabilità erano da addossare ad ambedue le parti in causa. L’esatto contrario della realtà: il “mio” detrattore occulto ed i suoi quattro “veicolatori” si sono adoperati in maniera tutt’altro che marginale per ribaltare completamente la verità. E la verità sta nel fatto che io (assieme a tutti i miei familiari) ho sempre adottato comportamenti volti alla massima correttezza ed alla massima disponibilità nei confronti. tanto dei confinanti, quanto dei condomini (prima dell’acquisto di questa proprietà abbiamo sempre abitato in appartamenrti all’interno di strutture condominiali).

Da qui la domanda: ma per quale diavolo di motivo dei “signori” ( con i quali non ho mai avuto a che fare prima) costruiscono una intera casa abusiva ed una strada anch’essa abusiva, strada che decidono di far passare a ridosso della nostra proprietà nonché a ridosso della nostra abitazione (in particolare a ridosso delle nostre camere) e perdipiù decidono di adoperarsi in tutti i modi per, sempre parlando in termini eufemistici, infastidirci? Una domanda alla quale a tutt’oggi non sono in grado di rispondere. Posso fare solo delle ipotesi, tutte peraltro abbastanza assurde e che, proprio per questo, tengo per me. L’unica ipotesi che ritengo di poter riportare qui (si badi bene, ipotesi e non certezza) è  quella dell’intimidazione che, purtroppo per loro, nel caso specifico, se così fosse, avrebbe sortito l’effetto diametralmente opposto a quello “desiderato”.

Dato che qualcuno, sono convinto, tenterà di “mettermi addosso” i vestiti del vecchio astioso/rancoroso, magari con i prodromi delle tipiche malattie mentali degli anziani, sempre pronto a litigare, specie con i confinanti, riporto quanto ebbi a scrivere al riguardo, già nel 2015:

Fino a ieri davo scarsissima importanza a problematiche di questo tipo. Oggi non la penso più così (“meglio tardi che mai” dirà qualcuno; e forse non ha tutti i torti!). Sono arrivato alla conclusione che se qualcuno si organizza “scientificamente” per denigrarti in continuazione tu, se e quando lo vieni a sapere, non puoi fare a meno di difenderti. E per chi non ha nulla da nascondere un diario on line mi sembra lo “strumento di difesa” più adatto.

Quindi una scelta pressoché obbligata e non ascrivibile al mio carattere che, credo di poterlo affermare senza ombra di smentita, è  completamente diverso da quello or ora descritto. In altre parole un’azione di mera ed indispensabile difesa.

Considerate che queste valutazoni/registrazioni/riflessioni sono emerse lentamente (forse troppo lentamente) nel tempo. Non quindi valutazioni immediate a cui hanno fatto seguito reazioni altrettanto immediate. ma un crescendo di riflessioni a cui, come già  detto molto lentamente, sono seguite reazioni sempre più  “energiche” e pursempre nel rispetto delle leggi.

Tutto questo per, come dire, certificare l’assoluta unilateralita‘ dei loro (i confinanti) comportamenti esattamente opposti a quelli di buon vicinato, comportamenti volti a determinare quelli che io, eufemisticamente, ebbi a definire fastidi. Fastidi che, di fatto,  determinarono una enorme limitazione nel nostro modo di vivere all’interno della nostra proprietà (per una descrizione più  esaustiva rimando, fra gli altri, ai miei post del 30 dicembre 2020, del 4 gennaio 2019, del 19 giugno 2014). 

Ma, in primis, con questo post ho inteso rendere inequivocabilmente certa l’esistenza del “detrattore occulto“, per il momento con solo riferimento alla categoria una oscura questione di vicinato. Nei post sull’argomento che seguiranno allargherò il campo di osservazione ad altri aspetti ben più  oscuri/indecifrabili.

Probabilmente il desiderio di essere assolutamente credibile mi ha indotto ad essere, in alcuni punti, ridondante. Se così fosse chiedo scusa ai lettori.

Ancora per amore di verità, voglio chiudere questo post ribadendo nuovamente che, sul versante della suddetta categoria, anche se non posso affermare di essere addivenuti ad una situazione di normalità, le cose sono migliorate sensibilmente.

OCCORRE DI NUOVO ALZARE IL TIRO – 1

Prima di entrare nel vivo della problematica (cosa che farò nel/nei post successivo/i) mi corre l’obbligo di:

1. Inserire una breve premessa necessaria, io credo, per meglio inquadrare tutti i risvolti degli argomenti che intendo affrontare in questa sede;

2. rivolgere sentite scuse ai miei quattro followers per una mia riprovevole mancanza che specifichero’ subito sotto;

3. aggiungere due piccole chiose ai punti 2 e 3 del precedente post (intitolato I MIEI PROSSIMI POST);

Cominciamo

Premessa

Uno dei miei quattro followers, di recente, mi ha voluto comunicare le sue considerazioni critiche riguardo alla mia scelta di aver “attivato” questo blog. “Con le modalità che hai deciso di adottare” dice lui, “ti sei reso particolarmente e visibilmente vulnerabile al variegato mondo del web. Un mondo, come sai, in grado di “stritolare” persone ben più agguerrite e ben più smaliziate di te che, anzi, scusa la franchezza, per queste cose sei abbastanza bischero”.

Per i soliti motivi chiamerò questo follower, ancora una volta, Mario. Innanzitutto, caro Mario, voglio ringraziarti per questa tua esternazione: risulta sempre di grande utilità una critica da una voce amica. A pensarci bene anche da una voce, come dire, non amica in quanto consente comunque di rivisitare criticamente un dato modo di valutare/analizzare e, quindi, di individuare eventuali errori/carenze/inesattezze. Ma, francamente, devo dirti che, al momento, non mi risultano “accanimenti” di alcun genere su questo versante. Anche perché, come sai bene e per fortuna, non ho “scheletri nell’armadio”. E…grazie anche per il “bischero”.

Torniamo a bomba. Io, anche in questo caso, sono fermamente convinto che la trasparenza possa dimostrarsi una robusta arma di difesa. Infatti, mi sento di affermare che, per quanto mi riguarda e sulla base di fatti concreti, è proprio grazie alla trasparenza (nonché, ovviamente, alle varie peculiarità del web) con cui, fin dall’inizio, ho inteso predisporre i post di questo blog, che ho potuto ottenere risultati altrimenti non conseguibili. Anzi, penso di potermi spingere fino a riconoscere che è solo grazie al web che, con riferimento, per esempio, all’argomento “una oscura questione di vicinato”, le cose sono divenute ben meno “pesanti” (per certi aspetti addirittura sopportabili – vedremo, nei prossimi post che non sono ancora tutte rose e fiori).

Resta il tema “detrattore occulto” per il quale, invece, pure in questo caso come scritto più volte, il contributo del web non è risultato ancora determinante. Ma per tutto quanto sopra esposto io dico, tenuto conto delle caratteristiche del “nemico da battere”, che proprio questo blog è l’arma migliore, per una persona pacifica/pacifista come me, per tentare di smascherarlo e sconfiggerlo. Non quindi, caro Mario, un handicap, come tu ritieni, ma un punto di forza, come io ritengo, punto di forza che intendo continuare ad utilizzare proprio per “trasformare questa “strada oscura”  in una strada ben illuminata anche negli anfratti più reconditi” (cfr post precedente).

Pertanto, con il prossimo post (ed eventualmente con quelli successivi sull’argomento)  intendo (o, meglio, credo di poter) “costruire” un corpo solido e robusto di prove, indizi e deduzioni logiche adeguati a smascherare/ribaltare quanto fatto veicolare dal “mio” detrattore occulto.

Le scuse

Il mio ultimo post risale a poco più di 1 anno fa ed il penultimo a circa 1 anno e mezzo fa. Troppo tempo per gli scopi prefissati. Con tali ritmi questo blog, date le prerogative, ha poco senso. Io stesso, peraltro, in più di un post, ho manifestato la volontà di dargli una cadenza ben più ristretta: enorme inadempienza rispetto ai proponimenti delineati e, quindi, rispetto alle attese dei miei quattro followers. Imperdonabile! Non so con quale risultato finale ma provo a giustificarmi. Da non pochi mesi mi sono trovato addosso, peraltro in conseguenza di mie precise scelte (sic!), impegni ragguardevoli che hanno reso pressoché inesistenti gli spazi per altre attività e, in particolare, per scrivere dell’argomento in questo blog, attività per la quale occorre, più che il tempo specificatamente necessario per mettere nero su bianco, un minimo di concentrazione/elaborazione. L’intendimento, comunque, è sempre quello di arrivare a “produrre” post con cadenze ben più ravvicinate e, perciò,  adeguate a soddisfare le prerogative iniziali.

L’aspetto positivo di questo ritardo sta nel fatto che, forse ipotizzando un mio definitivo abbandono del campo, sono emersi dall’oscurità alcuni (pochi per la verità) ripugnanti personaggi “minori”, personaggi che è sempre utile conoscere “de visu”.

Inoltre mi sono convinto, dati i vari argomenti di cui intendo occuparmi, dell’opportunità di riprendere in mano tutti gli appunti che riguardano tali argomenti al fine di riportarmeli alla mente ed inserirli in un unico, pure se etrogeneo, puzzle. Sono aspetti che, sovente, hanno dell’incredibile e che, quindi, necessitano di essere affiancati da un corposo coacervo di indizi. E questo compito si sta dimostrando un po’ più impegnativo di quanto pensassi.

Le chiose

Punto 2: In questo caso mi riferisco alla tematica (eufemisticamente parlando) riguardante i rapporti con i confinanti. Sotto tale aspetto, come ho avuto modo di dire in svariate occasioni, le cose sono certamente e sensibilmente migliorate anche se siamo ancora lontani da una situazione, diciamo, di normalità (mi riferisco, in particolare, ad aspetti concernenti il decoro, la salute, l’igiene, la sicurezza). Una scelta che forse avrebbe potuto condurre a chiudere definitivamente la faccenda poteva essere quella di inoltrare, all’Autorità competente, una “Richiesta di intervento nella composizione di dissidio privato” (visti gli insuccessi nel tentativo di proseguire nella via giudiziaria “vera e propria”, altro aspetto oscuro) che, probabilmente, avrebbe condotto ad una composizione delle questioni ancora aperte in maniera relativamente tranquilla e, non meno importante, senza esose spese. Al riguardo mi sento di dover ringraziare le persone, molto serie ed affidabili, che, non proprio di recente, mi avevano indicato questa strada, strada che poi non mi sono sentito di intraprendere vista la mancanza di unanimità di vedute all’interno della cerchia di persone cui, per scelte di questo genere, ho sempre inteso ricorrere. Comunque, anche se migliorata, la situazione su questo versante rimane tutt’altro che idilliaca. Ragione per cui nei prossimi post mi occuperò  anche di mettere a fuoco le questioni irrisolte nonché di riassumere certe mie considerazioni su alcuni aspetti che, a mio parere, meritano di essere poste in buona evidenza.

Punto 3. Già in questa prima fase di “rivisitazione” dei miei appunti è riemersa una situazione ben più complessa di quella che mi ricordavo: solo in alcuni casi si può parlare di “veicolazioni” di notizie false che sottintenderebbero una marcata stupidità del sottoscritto. A ben vedere, anche se non sono un esperto del settore, in certi casi penso si possa ipotizzare una persona, se non enormemente stupida, con marcati problemi di carattere psicologico/psichiatrico. In ambedue i casi (persona molto stupida, persona con grossi problemi mentali), io credo, saremmo in presenza di atteggiamenti facilmente individuabili.

Altri episodi sottintenderebbero una personalità, sempre del sottoscritto, diametralmente opposta, pure se, ovviamente, ancora negativa. Altri ancora presupporrebbero una cattiveria “luciferina”.

Anche per quanto riguarda l’aspetto, diciamo, strettamente psicologico, le “veicolazioni” sono svariate: rissosita’/prepotenza nei rapporti con il vicinato, disturbi mentali riconducibili ad aspetti sessuali, riduzione della lucidità  mentale, devianze riconducibili alle malattie mentali degli anziani, odio viscerale nei confronti delle donne, ecc.,ecc. Quindi, altro obiettivo dei successivi post sull’argomento sarà quello di, appunto, tentare di “disegnare un quadro” quanto più possibile fedele, di questo “spaccato” e, conseguentemente, dimostrare il comportamento malavitoso del mio detrattore occulto.

Intendo anche (tentare di) dimostrare che, al di là delle apparenze (banali pettegolezzi), le questioni affrontate in questa sede sono ben meno “leggere” di quanto potrebbe apparire a prima vista.

Ultima, ma non meno importante, prerogativa sarà quella di dimostrare che tutto quanto esposto in questo blog (sempre con riferimento alla questione “detrattore occulto”), anche se marcatamente inverosimile, è la pura realtà.

Nel complesso un compito, come potete capire, non proprio semplice e per il quale occorrerà un lavoro certosino. Ma oggi più di ieri mi sento anche in grado di intuire e fronteggiare eventuali loro (del “mio” detrattore e dei suoi “veicolatori”) prerogative volte a costruire false situazioni da poter poi interpretare in negativo. Per meglio dire mi sono già trovato in un contesto falsamente costruito dai suddetti balordi al fine di poter estrapolare ipotesi negative del mio comportamento, ovviamente non vere. Situazione che sono stato in grado di percepire e “neutralizzare” (grande successo se si considera la mia proverbiale scarsa perspicacia). Francamente, mentre non sono rimasto stupito più di tanto di questa, diciamo, iniziativa, sono rimasto letteralmente sbalordito dalla loro capacita di utilizzare strutture “paraistituzionali”.

Proprio in questo momento mi torna alla mente un accadimento di non pochi anni fa dove venni informato preventivamente di un colloquio che mi sarebbe stato richiesto e che sarebbe stato registrato a mia insaputa. Colloquio che effettivamente avvenne. Ma la cosa fini’ lì. Ancora una volta una situazione a dir poco incomprensibile che a quel tempo sottovalutai e che comunque decisi di accantonare anche perché in quel periodo attraversavo ancora una fase di significativa frustrazione/delusione di tipo professionale.

In chiusura di questo post mi sovviene il desiderio di ripetere, per l’ennesima volta (repetita iuvant), quanto ebbi a scrivere già nel post del lontano luglio 2017 riguardo, appunto, al detrattore occulto: “…a volte mi domando quali guai avrebbe potuto procurarmi,…….se, anziché una vita relativamente tranquilla …. avessi avuto un modo di vivere “borderline”!” Una domanda a cui oggi tendo a rispondere con maggiore convinzione così: guai ben maggiori!

I MIEI PROSSIMI POST

Sono trascorsi 5 mesi dal mio ultimo post e, anche, ma non solo, per non ingenerare nella mente del mio “detrattore occulto” la gradevole speranza (per lui) di una mia “dipartita”, ho deciso di farmi vivo ed esporre, sinteticamente, i miei programmi riguardanti gli argomenti dei post prossimi venturi. Senza considerare, ovviamente, questioni estemporanee che dovessero emergere e per le quali ritenessi interessante dire la mia.

A parte, quindi, problematiche del momento, nel futuro prossimo dedicherò i miei post a tre argomenti che vado qui sotto ad indicare, post che non necessariamente avranno la stessa sequenza.

1 – IL  “MIO” CIVISMO (cfr post del 23 gennaio 2022).

Qui mi limiterò a due aspetti lasciando allo specifico post una trattazione più  articolata.

Vediamo, innanzitutto, cosa si intende per civismo nel linguaggio comune. Ecco alcune definizioni tratte da vocabolari on line:

  • Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei proprî doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune (Vocabolario Treccani);
  • Coscienza dei doveri di cittadino che si manifesta in azioni e comportamenti utili al bene comune (dizionario Hoepli);
  • coscienza che il cittadino ha dei propri doveri e quindi anche delle proprie responsabilità nei confronti dello stato e della comunità (il nuovo De Mauro).

Quindi chi intendesse “abbracciare” le regole base del civismo dovrebbe, quantomeno, subordinare gli interessi personali e/o della “cerchia” di appartenenza,  agli interessi collettivi (bene comune). E ciò vale sia per i singoli cittadini, sia, e a maggior ragione, per i singoli amministratori della cosa pubblica a qualsivoglia livello.

L’altro aspetto cui intendo far cenno in questa sede è l’astenzionismo. Poco meno della metà degli elettori non si è presentata al secondo turno delle ultime elezioni amministrative. Di converso sono fiorite liste civiche di vario tipo proprio, io credo,  nel tentativo di contenere tale fenomeno.

Su questo versante ho maturato la convinzione che se pensiamo al civismo come un mero escamotage per tentare di ridurre l’astenzionismo e, più in generale, per tentare di arginare l’ ormai cronica disaffezione dei cittadini italiani verso la politica, sbagliamo di grosso: il fenomeno avrebbe vita breve. Un civismo “vincente” e destinato a durare nel tempo, tenuto conto della attuale complessità della società,  non dovrà essere, sempre a mio avviso, basato su pochi e logori slogan, bensì la risultante di criteri organizzativi-comportamentali rigorosi e altrettanto complessi incentrati sulla equità sociale, su una profonda revisione dei criteri di partecipazione democratica, ecc.ecc.

Sarò  meno scarno (anzi, spero sufficientemente esaustivo) nell’apposito post.

E’ forse utile aggiungere che in questa sede non intendo inserirmi nelle varie problematiche concernenti il quadro dei forti  cambiamenti che riguardano le molteplici sfaccettature della questione. Tantomeno intendo farlo nell’apposito specifico post. Sarebbe un lavoro poderoso che esula dagli scopi di questo blog e fors’anche inutile dato che persone ben più  qualificate di me hanno scritto pregevoli testi sull’argomento. Più semplicemente, nello specifico post che dedicherò alla questione, esporrò le mie idee, peraltro mutuate tanto da mie specifiche riflessioni, che sono andate sedimentandosi nella mia mente nel corso degli anni, quanto da specifiche letture, in parte già  avvenute, in parte che intenderò fare, su questa problematica.

Qualcuno mi ha domandato se per caso avessi intenzione di “entrare” nella politica “attiva”. Nessunissima intenzione per almeno due motivi:

  • innanzitutto perchè Il mio carattere è  assolutamente incompatibile con l’attività politica. In altri termini non ho le capacità  necessarie.
  • In secondo luogo perchè alla mia età la cosa sarebbe, oserei dire, indecorosamente ridicola.

Diverso, invece, il discorso in termini di mere aspirazioni di un singolo cittadino, giovane o anziano (come il sottoscritto) che sia: come si sa, la speranza è  l’ultima a morire e, per me e nel caso specifico, la speranza consiste nel veder nascere un contesto socio-politico in grado di attenuare/eliminare le molteplici brutture presenti in quello attuale.

2- IL “MIO” FAR WEST. Qui il discorso è  presto detto. Come di consueto traccerò un quadro sintetico di come stanno andando le cose su questo versante. Come leggerete siamo in una situazione di stallo, situazione che, implicitamente, sottolinea il fatto che siamo ancora distanti da requisiti di normalità. In altri termini, anche se non siamo più nel far west dei primi tempi permangono “fastidi” tali da dover dire che siamo ancora nella versione light.

3- IL “MIO” DETRATTORE OCCULTO. Nel post dell’8 marzo 2020 (Perchè “alzare il tiro”: mero post informativo per i miei quattro followers) dichiaro che, su tale specifica problematica, i risultati conseguiti sono del tutto insoddisfacenti. Da qui la necessità di, appunto, alzare il tiro nei termini ivi descritti.  Adesso occorre di nuovo alzare il tiro, cosa che farò nei termini che  esporrò nello specifico post. Il discorso sarà piuttosto lungo dato che intendo riportarvi in maniera esaustiva tutti gli aneddoti(aspetti oggettivi) ed i miei ragionamenti sottostanti (aspetti soggettivi) utili a dimostrare/certificare:

  • Innanzitutto l’esitenza di quello che ho inteso denominare “detrattore occulto”
  • In secondo luogo le sue (del detrattore occulto) caratteristiche operative che, a mio modestissimo parere, possono essere assimilabili e quelle tipicamente mafiose, pure se non riconducibili direttamente ad altre realtà di criminalità organizzata presenti nel territorio italiano;
  • Infine, ed ovviamente, che tutte le fakes nei miei confronti veicolate sono, appunto, fakes. Fakes, com’era logico attendersi, assolutamente spregevoli nonchè enormemente stupide (nel senso che colui a cui vengono attribuite – vale a dire il sottoscritto – dovrebbe essere un personaggio oltremodo stupido oltre che, senza ombra di dubbio, un miserabile balordo).

Comununque sia una cosa è  certa: io continuerò a battere questa “strada oscura” fin quando non la vedrò  trasformata in una strada ben illuminata anche negli anfratti più reconditi.

MORTE DI DAVID ROSSI: IN MERITO AL “GIUSTO APPROCCIO” ED AI MIEI CRUCCI RESIDUALI

Questo post è  dedicato, perlopiù, al seguente obiettivo:

convincere o, meglio, tentare di convincere i miei quattro lettori e, in particolare, me stesso, dell’ attendibilità della mie opinioni esplicitate in chiusura del post del 16 settembre 2019.

Mi spiego meglio. Nel citato post concludo dicendo, in estrema sintesi, che a mio avviso, in casi come quello riguardante la morte di David Rossi, occorre, nell’ interesse dell’intera comunità senese, che venga dimostrata in maniera inequivocabile la volontà  di fare piena luce su tutti gli aspetti in qualche modo riconducibili a questo drammatico avvenimento. Anche perché, come gia scritto in più  occasioni, oggi come oggi, Siena ha un forte bisogno di dare prova di possedere quegli anticorpi necessari ad invertire il declino degli anni passati.

Il desiderio di riaffrontare questo argomento mi è  sovvenuto alla mente l’altro giorno quando, come poco meno di un anno e mezzo fa, ho potuto guardare in tv un servizio, appunto, sulla morte di David Rossi. Servizio che, in massima parte, si riferiva a cose/fatti/opinioni già  noti ma che conteneva anche alcune informazioni inedite particolarmente interessanti.

Un desiderio che si è  poi irrobustito in maniera ragguardevole  a seguito della consistente mole di informazioni (stampa, tv, social,  blog, ecc) che ha cominciato a circolare anche per la disponibilità dei resoconti delle audizioni, mano a mano succedutesi, disposte dalla specifica Commissione parlamentare, costituita nel marzo 2021 (Commissione monocamerale di inchiesta sulla morte di David Rossi che,all’art.1, recita:

Istituzione e funzioni – E’ istituita, per la XVIII Legislatura (il cui termine naturale è il marzo 2023, n.d.r.) una Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, avvenuta il 6 marzo 2016 a Siena, di seguito denominata “Commissione”, con il compito di:

a) ricostruire in maniera puntuale i fatti, le cause e i motivi che portarono alla caduta di David Rossi dalla finestra del proprio ufficio nella sede del Monte dei Paschi di Siena di Rocca Salimbeni e le eventuali responsabilità  di terzi;

b) esaminare e valutare il materiale raccolto dalle inchieste giornalistiche sulla morte di David Rossi e indagare sulle vicende a lui collegate, come denunciate e rese pubbliche attraverso le medesime inchieste;

c) verificare fatti, atti e condotte commissive e omissive che abbiano cagionato o cagionino ostacolo, ritardo o difficoltà per l’accertamento giuriscizionale di eventuali . responsabilità relative alla morte di David Rossi.)

Perciò eccomi qui ad affrontare nuovamente, in poche righe, questo argomento.

Quindi, dicevo, una mole di informazioni decisamente cospicua che ha consentito al grande pubblico (e di conseguenza al sottoscritto) di prendere coscienza in maniera palmare della necessità di approfondire una serie di aspetti tutt’altro che marginali. Necessità che sembrano derivare anche dalle carenze e dalle negligenze delle indagini predisposte al momento della morte, avvenuta il 6 marzo 2013. E, visto il programma della citata Commissione, sembra ipotizzabile prevedere l’emergere di ulteriori ed importanti flussi informativi nonché, data l’acquisita ben maggiore “visibilità”,  l’emergere di atteggiamenti volti a strumentalizzare la questione per fini che poco hanno a che vedere con la sottostante problematica.

Dato che mi sono già occupato di questo argomento in precedenti due post, sono  andato a rileggermeli (uno del 16 settembre 2019, uno del 3 Novembre 2019), anche  perché  mi ricordavo di aver assunto una posizione al riguardo allora non proprio “di maggioranza”. Posizione che vado a ripetere estrapolando l’ottavo capoverso del post del 16 settembre 2019 (per una esposizione più articolata/dettagliata rimando all’intero coontenuto di detto post):

Non è vero……che cose di questo genere conviene che vengano dimenticate al più presto. Anzi! E’ forse vero l’esatto contrario visto che, in questo caso, lasciando senza risposta una serie di domande “cruciali”, si verrebbero ad alimentare sospetti pesanti come macigni e che, alla fin fine, si ripercuoterebbero in maniera molto negativa sull’intera città, su tutti i suoi abitanti e per lunghi periodi di tempo, annullando e superando di gran lunga i “vantaggi” (?) derivanti da, come dire, l’indirizzare tutta la questione nei sentieri dell’oblio. Io, nella convinzione che la quasi totalità della popolazione sia del tutto estranea a questa drammatica ed oscura faccenda, sono altresì convinto che l’unico modo per salvaguardarla realmente sotto il profilo morale sia, appunto, quello di effettuare indagini pregnanti ed approfondite, vale a dire indagini in grado di eliminare o ridurre drasticamente gli “spazi di ambiguità”.

Lungi da me, quindi, date le prerogative indicate ad inizio di questo post, l’obiettivo di analizzare approfonditamente questa drammatica, complicata ed oscura questione. Come già  accennato, il materiale informativo oggi disponibile, sotto svariate forme, è veramente ragguardevole ed io, oltre che “spendere” non poco tempo per “disegnare” un quadro sufficientemente esaustivo ed obiettivo, non “produrrei” alcun valore aggiunto.

Torno all’argomento. Devo ammettere che qualche volta mi sono trovato a domandarmi se questo mio comportamento fosse davvero quello giusto, sia con riferimento agli interessi generali della nostra città, sia, forse piu importante, nei confronti dei familiari al fine di garantire loro il dovuto rispetto. E devo dire che, magari anche a seguito di uno specifico stato d’animo, le mie certezze hanno vacillato. Continui a credere – mi sono domandato – che la tua opinione (occorre “sgomberare il campo da tutte le zone grigie o quantomeno, quelle per le quali esiste ancora la possibilità  di farlo”) sia ancora quella giusta? Oppure cominci a pensare che tale atteggiamento, tenuto conto di tutti quegli “sciacalli” che sempre emergono numerosi in casi di questo genere,  conduca soltanto a dei risvolti negativi? E sei convinto di non aver creato nocumernto di alcun genere ai familiari?

Quindi, in chiusura di questo post intendo rispondere ai miei interrogativi in maniera, diciamo, pubblica, esponendo la mia opinione con riferimento all’ opportunità di trattare la questione in termini, diciamo, di costi-benefici:

  1. per l’intera popolazione
  2. per i soli membri della famiglia di David Rossi

Nel primo caso mi sento di dire che le mie opinioni, esplicitate nei due post citati, si sono notevolmente rafforzate. In altri termini oggi più  di ieri, tenuto conto delle criticità emerse, sono convinto che sia giusto, se non necessario, che vengano compiute appropriate indagini volte ad eliminare tutte quelle zone oscure e tutti quei dubbi che oggi rendono sempre più  deboli le attuali conclusioni giudiziarie. Il tutto all’interno di un sentiero di assoluta trasparenza.

Per il secondo aspetto confesso, fors’ anche per il mio carattere, la mia titubanza residua. Per meglio dire, non mi sento di ritenere con certezza il mio approccio tale da meritare l’approvazione dei familiari. Quindi più che una certezza è una speranza. Comunque sia a questi familiari che, peraltro non conosco personalmente, va, oltre al mio assoluto rispetto, il mio apprezzamento per la determinazione che hanno dimostrato nell’affrontare questo drammatico evento.

NASCITA, A SIENA, DEL “TERZO POLO” (CIVICO): UNA FIEVOLE SPERANZA

 

….adottare un metodo di governo davvero capace di rappresentare correttamente le esigenze dei cittadini e di….rompere con una pratica di governo opaca e trasversale che viene dalle esperienze passate.

E poi:

La costituzione di un Terzo Polo Civico potrà rappresentare l’opzione giusta per restituire dignità ad una collettività mortificata dal sistema dei partiti, che  al momento è risultato palesemente incapace di creare condizioni di innovazione e buongoverno.

Sono queste, in prima battuta, le frasi che più  mi hanno colpito leggendo l’articolo, pubblicato sulla stampa locale il 17 gennaio, che riportava un comunicato sulla nascita, appunto, di un patto fra “tutte le formazioni civiche che rappresentano l’opposizione all’amministrazione De Mossi”.  Obiettivo: “sondare la possibilità di costituire un terzo polo civico per le prossime amministrative”.

Confesso che quelle poche parole hanno, come dire, scalfito la mia ormai “endemica” delusione nei confronti anche, ma non solo, della politica. Stai a vedere –  mi sono detto – che è  la volta buona per, appunto, ritrovare la “dignità”  (politica) perduta. E mi sono anche detto che sarebbe bello poter riscontrare, nei fatti (al di là quindi delle parole e delle mere enunciazioni) le prerogative indicate succintamente nel citato comunicato.

Ma non vorrei – continuando a parlare fra me e me – che più che il progetto in quanto tale, siano i tuoi desideri ad indurti a credere che possa realizzarsi un disegno che sembra albergare solo nel “tuo libro dei sogni”. E poi – proseguendo nel soliloquio – alla tua età!

Mi è poi tornata alla mente la famosa frase pronunciata, nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, da Tancredi, il nipote del Principe di Salina, quando intese “giustificare” la sua decisione di arruolarsi nei garibaldini : “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Quindi  – sempre parlando a me stesso – calma e gesso. Un conto è  un’enunciazione, un conto è mettere in piedi un progetto solido “di rinascita” e di robusti cambiamenti.

Ma, alla fin fine, che cosa costa sognare e dare fiducia ad un progetto, al momento solo “sulla carta”, che, considerando lo stato dell’ arte, non navighera’ certamente “con il vento in poppa” ma che, andando in porto come io, non so se si è  capito, spero, potrebbe condurre a quella  Siena migliore che, sono convinto, tantissimi senesi desiderano e, peraltro, si meritano? Nella peggiore delle ipotesi ci procureremo “solamente” (io e chi la pensa come me) un’altra sonora delusione.

Quindi, dico, ben venga un progetto che possiede adeguate premesse per conseguire obiettivi a mio avviso sicuramente interessanti/positivi/auspicabili.

Io, nel mio piccolo, cercherò  di essere un osservatore attento e, nel caso in cui i fatti si dimostrassero coerenti con le prerogative delineate nel citato documento, di dare il mio modestissimo contributo.

 

 

 

 

 

 

DI NUOVO SUL FAMIGERATO DISTURBO INTESTINALE: REPETITA IUVANT

Riferimenti: post del 26 aprile 2019, del 9 gennaio 2018, del 13 novembre 2017, del 17 luglio 2017

Perchè è utile ripetere? Nel caso specifico per il semplice fatto che io, come detto ormai tante volte, ho solo questo blog per divulgare quanto vado scrivendo ormai da svariati anni. Quindi il solo scrivere più volte dello stesso argomento rende più probabile una maggiore diffusione. E poi sono convinto che questo mio atteggiamento, nel caso specifico (rendere edotti i miei quattro lettori su come stanno realmente le cose in merito ad un evento – del tutto privato ed, anche, tutt’altro che gratificante – che ha coinvolto la mia persona), è  l’esatto contrario di quello che gli “organizzatori della circostanza” si sarebbero attesi. Quindi, ben venga.

Peraltro, come vedrete nel prosieguo, questo post ha anche  un nutrito “valore aggiunto” che in massima parte conduce ad irrobustire significativamente le considerazioni riportate in precedenza su questo medesimo argomento.

Una breve premessa. Se dovessi dare ascolto ai suggerimenti “timorosi” dovrei, come si dice, lasciar cadere la cosa e continuare a vivere come se nulla fosse. I suggerimenti “intransigenti”, invece, mi dicono che, anche se il danno economico è  minimo, l’evento risulta grave sotto il profilo della legalità e delle implicazioni malavitose; da qui l’indicazione di continuare con l’attività  di denuncia/pubblicizzazione. Ecco, questo secondo indirizzo è  quello che ho adottato fin dall’inizio ma non, come taluni pensano, per una sorta di spirito vendicativo; solo perché  lo ritengo un dovere civico che torna utile, in fin dei conti, all’intera collettività.

Torno subito sulla problematica oggetto di questo post. La nuova più importante “variabile” che ci fa “buon gioco” è il passare del tempo: gli oltre 4 anni trascorsi  dal famigerato evento ad oggi credo possano considerarsi un lasso di tempo assolutamente congruo per tirare le somme definitivamente inequivocabilmente in merito alle cause che lo hanno determinato.

Voglio cioè dire che il tempo trascorso, a parità di condizioni, costituisce di per sé un potente “avvaloramento” della già più che sufficiente “certificazione” a suo tempo dimostrata. Quindi il fatto che nei miei non pochi anni di vita non mi sia mai capitata una cosa del genere, sommato alla “piatta normalità” di questi ultimi 4 anni sul versante del mio stato di salute in termini enterici, la rende a mio avviso “granitica”.

Anzi, direi che, volendo per forza individuare qualche problema nel mio apparato gastrointestinale, occorrerebbe posizionarsi sul versante diametralmente opposto a quello che potremmo essere portati ad individuare sulla base del più  volte citato evento (mi scuseranno in particolare i miei quattro followers per il mio forse eccessivo senso del pudore; credo peraltro di non dare adito a fraintendimenti).

Comunque sia, per l’obiettivo dichiarato esplicitamente nel titolo, niente di meglio, credo, che ripetere nuovamente quanto ebbi a scrivere nel post del 9 gennaio 2018:

le cause di questo “evento” sono assolutamente esogene, sia con riferimento al mio stato fisico, sia con riferimento a quanto da me assunto prima dell”evento”. Più esplicitamente, occorre ipotizzare, direi obbligatoriamente, che poco prima dell’evento io abbia assunto, per via aerea (vale a dire tramite inspirazione), qualche sostanza che ha provocato il “fenomeno” più volte citato.

Ed ancora:

Dato che sono assolutamente certo di non aver assunto “volontariamente” alcunché poco prima dell’”evento” e tenuto conto di quanto sopra, non posso che dedurre che la suddetta “assunzione” sia stata provocata da terze persone.

Tutta questa ridondanza non rientra  nel mio linguaggio consuetudinario. Ma in questo caso ritengo sia giustificata dalla necessità di condurre il lettore a considerare questa “narrazione”, che per certi versi sembra incredibile, assolutamente veritiera. Quindi, riepilogando, il sottoscritto si è “trovato addosso” l’evento più volte descritto solo ed esclusivamente a causa di un intervento umano nei termini già descritti, intervento non certo messo in piedi per farmi un piacere.

Sul chi rimangono per ora solo ipotesi, ipotesi che non mi sento di esporre in questa sede per evitare di dare avvio ad una sorta di perversa caccia alle streghe con vieppiu perversa controcaccia. Certo, il giorno in cui entrassi in possesso di elementi concreti non esiterei a darne contezza alle autorità competenti. E questo non tanto per il danno subìto, di per sé poco significativo (a parte le complicanze mediche, non proprio banali, già evidenziate nei precedenti post), quanto perché ritengo civicamente doveroso combattere in tutti i modi questi comportamenti malavitosi pure se utilizzati da poveri gaglioffi; gaglioffi che, assaporando l’impunità potrebbero “montarsi la testa” e,quindi, “salire di livello”. E, francamente, non lo dico tanto per me quanto per eventuali terze persone, magari persone per bene ma che, caratterialmente, tendono a subire senza reagire.

Diverso il discorso se ragioniamo sul perché. In questo caso possiamo dire con certezza che l’obiettivo “primario” è  stato quello di “colpire” il sottoscritto e niente altro. Per quanto riguarda, invece, l’obiettivo (gli obiettivi), diciamo, secondario (secondari) le ipotesi sono molteplici. Anche individuare mere ipotesi, data la stranezza del fatto di per sé e volendo lavorare con un minimo di affidabilità,  non è  un compito facile. Al momento in cui avrò le idee più chiare metterò nero su bianco. Anche perché io non ho, e non ho mai avuto, niente (ma proprio niente) da spartire con individui di questa risma.

Per quanto riguarda i metodi penso di poter affermare che, al di là delle singole “sfaccettature”, sono sempre metodi che prevedono una, diciamo, operatività  sotto traccia. Voglio cioè  dire che i citati quattro gaglioffi, operando nell’illegalita’,  non agiscono mai, ovviamente, alla luce del sole.

Fin qui problematiche già  affrontate nei su citati post.

Veniamo adesso a Mario che, questa volta, è un commerciante presso il cui esercizio io mi reco da diversi anni pure se sporadicamente. Ultimamente mi è  sembrato di percepire un suo certo  disappunto/imbarazzo, se non preoccupazione e/o titubanza nel vedermi sostare, pure se, come al solito, brevemente, nel suo esercizio (il fatto che sono trascorsi oltre 4 anni dall'”evento” forse sta a dimostrare che pure “radio scarpa” ha le sue defaillances sul versante della “velocità di trasmissione”). Comunque sia questo episodio mi ha convinto ad indirizzare una

Lettera aperta a quel Mario

Caro Mario

Mi sembra di capire che a questo punto anche tu ti sei convinto che l’evento sia stato causato da fattori esogeni nei termini ampiamente descritti in questo e nei precedenti post sopra indicati.

Devo quindi dedurre che le tue preoccupazioni derivino dall’ipotesi che tutto potrebbe riaccadere, magari proprio mentre mi trovo a transitare nel tuo esercizio.

Occorre quindi che io ti dimostri che non hai di che preoccuparti. Ma per fare questo devo entrare in un discorso che avrei preferito non affrontare, non tanto per motivi personali, quanto per non fornire troppi dettagli in merito alla struttura presso la quale mi trovavo al momento dell’evento, struttura che, sono convintissimo, non ha niente a che fare con ciò  che mi è  accaduto e che, anzi, risulta essere particolarmente seria ed affidabile sotto tutti i punti di vista.

Cercherò,  per quanto possibile, di stare sul generico. Basterà  dire che mi trovavo all’interno di una struttura molto grande. Io mi reco presso tale struttura saltuariamente, nei giorni e nelle ore più diverse, perdipiù raramente da solo. Quindi per organizzare il tutto, lo capisce anche un bambambino  cretino, occorre quantomeno un, diciamo, complice che segnala al soggetto “operativo” la mia presenza da solo e che, oltretutto,  ha una buona conoscenza della suddetta struttura. Occorre altresi che il luogo sia abbastanza grande, che abbia spazi relativamente isolati e che io mi trattenga ben più di qualche minuto. Pure questo lo capisce anche un bambambino cretino (tieni sempre ben presente che i già citati quattro gaglioffi malavitosi operano esclusivamente “sottotraccia”). Ragione per cui nel tuo esercizio e nella maggior parte di esercizi che io frequento, l'”intervento” non è proprio  praticabile.

Pertanto, caro Mario, il fatto che tu ti possa ritrovare di fronte ad una situazione analoga non esiste proprio. Peraltro dubito fortemente che tali “personaggi” abbiano intenzione di ripeterlo pedissequamente.

Tuttavia devo dirti che per me non sarebbe un problema evitare di frequentare il tuo esercizio. Ma credo che così facendo, per una serie di motivi facilmente intuibili e che, quindi, anche per non appesantire troppo questo post, non vado ad elencare,  farei proprio il loro gioco. Comportamento che, oltretutto, conferirebbe loro un alone di  temibilità. E siccome, ripeto, la mia frequentazione non creerà danni di alcun genere a te e/o alla tua attività, non vedo il problema.

Quindi, caro Mario, niente di personale. Anzi, siccome mi sei simpatico ti accontenterei volentieri. Ma, credimi, non è  proprio il caso. È un dovere civico a cui ritengo assolutamente obbligatorio ottemperare, a maggior ragione se, come in questo caso, non creerò nocumento alcuno a chicchessia. È  un dovere civico a cui, a mio modesto parere, tutte le persone perbene che si dovessero trovare in situazioni analoghe, dovrebbero ottemperare.

Certo, siccome tu non sei uno stupido, ti confesso che mi è  venuto subito alla mente l’ipotesi che tu appartenga alla categoria che a suo tempo ho inteso definire “veicolatori qualificati del detrattore occulto” (cfr post del 28 Dicembre 2014, penultimo capoverso; se leggi bene tale post capirai che il termine adottato ha un significato tutt’altro che positivo). Ma in questo caso, come puoi ben capire, il fatto di continuare a frequentare il tuo esercizio, rientra a pieno titolo nella mia, diciamo, strategia di difesa.

Pertanto io, non avendo nulla di cui rimproverarmi e/o da nascondere, non intendo in alcun modo ridimensionare tutti quegli “spazi di libertà” che, nel rispetto delle leggi, mi appartengono. E non permetterò  a nessuno di adottare comportamenti che in qualche modo tendono a questo obiettivo. Anzi, credo proprio che, sempre con la massima educazione, aumentero’ questa frequentazione. Da te mi attendo un normale comportamento “da esercente”. Altrimenti non ti resterà  che intraprendere una strada facilmente intuibile e della quale sarei particolarmente felice in quanto condurrebbe a rendere trasparente questa ennesima “zona oscura”.

Ah, un’ultima cosa. Siccome, come avrai ben capito, aborro “affiliarmi” a qualsivoglia banda di balordi “similare” (sarebbe come combattere una struttura mafiosa mediante un’altra struttura mafiosa) io continuerò  ad utilizzare, come unica arma di difesa, i post di questo blog; blog che, come avrai notato, è  improntato alla massima trasparenza. E, come ho scritto in svariati post, continuerò  a farlo fino a che non vedrò emergere, per questa e per altre problematiche che mi riguardano, un adeguato livello di legalità e di trasparenza. Non ti nascondo, infine, che ho sempre più  netta la sensazione che un numero crescente di persone approvi questo mio comportamento.