Nella seconda metà del 2023 uno dei miei quattro “followers” ebbe a criticarmi per aver “messo in piedi” questo blog e, in particolare, per le modalità operative da me adottate che, secondo lui, mi avrebbero “reso particolarmente e visibilmente vulnerabile al variegato mondo del web”(cfr post del 22 Settembre 2023).
Secondo il Mario di cui sopra avrei dovuto tenere, sulla questione, un atteggiamento diametralmente opposto a quello adottato, vale a dire non “sbandierarla ai quattro venti” o, meglio ancora, non parlarne proprio.
Io, invece, sono andato avanti nella strada delineata: continuare a scrivere sull’argomento in modo da rendere palesi e molto trasparenti tutti gli aspetti di cui vengo a conoscenza, pur con le difficoltà derivanti dalle modalità “operative” del detrattore (attività “sotto traccia”).
Poco tempo fa, incontrandomi di nuovo, fra le altre cose ci tenne a rimarcare questa sua opinione chiedendomi inoltre se, anch’io, ero rimasto dello stesso convincimento di allora. Io, piuttosto seccamente, risposi di sì.
Ma, per amore di verità, devo dire che la questione non è così lineare. Vedo di riassumerla brevemente.
Come ho avuto modo di scrivere in precedenti post, in assenza di “scheletri nell’armadio” non ravvedo la necessità di dovermi difendere dall’emergere di fatti più o meno riprovevoli per il semplice fatto che tali fatti non esistono.
Peraltro è anche vero che la capacità del “detrattore occulto” (nonché dei suoi “veicolatori” a cui, di recente, si sono aggiunti alcuni “valvassini”) di proseguire nella sua “opera denigratoria”, è ben più articolata, ergo più incisiva, del mio armamentario di difesa. E questo forse anche, non mi sento di escluderlo, proprio grazie ai connotati di massima trasparenza (compreso quello di riprodurre la mia immagine) che ho inteso dare al mio blog, connotati che, di fatto, potrebbero aver consentito al detrattore di amplificare la diffusione delle “fakes” “veicolate”. Anche perchè, dato che costui, come ormai scritto tante volte, opera sempre “sotto traccia”, esiste sempre un robusto “lag” temporale dal momento della “veicolazione” (da parte del detrattore occulto e dei suoi accoliti) al momento in cui ne viene a conoscenza il destinatario (nel caso specifico il sottoscritto che peraltro, come già detto, non primeggia in quanto a perspicacia).
A proposito di “valvassini” mi sembra di rilevare che questi sono distribuiti solamente all’interno di certi contesti (peraltro pochi). Vedrò se è possibile trarre alcune valutazioni significative, valutazioni che, se emergeranno con buona certezza ne darò contezza in questo blog.
Tuttavia, pure se con qualche titubanza, rimango dell’idea che, a lungo andare e malgrado tutto, la trasparenza pagherà. Quindi io continuerò su questa strada nella convinzione che quanto maggiore sarà la componente emergente dell’iceberg, tanto più ridimensionate risulteranno le possibilità del “mio” detrattore di veicolare le sue schifose nefandezze.
Prima di proseguire ritengo necessaria una premessa: proprio per l’ambito forse più emblematico di quanto intendo qui evidenziare mi trovo costretto a non farne cenno. Questo perchè dovrei coinvolgere alcuni, che per motivi di riservatezza chiamerò genericamente soggetti, a cui voglio molto bene (i quali, peraltro, sono completamente estranei a tutta la problematica) e che intendo mantenere del tutto al di fuori dall’argomento e, più in generale, dalle questioni affrontate in questo blog. Se dovessi provocare loro un seppur minimo danno di qualsiasi genere non me lo perdonerei.
Desidero anche ribadire il fatto che, solo a prima vista, il tema di cui sotto potrebbe sembrare materia “da bar” e/o “da parrucchiera”. E qualche lettore, a ragione, potrebbe considerarlo tale. “Ma – potrebbe dire – con tutti i problemi che ci sono nel mondo, in Italia ed anche nella nostra città, perdi tempo a scrivere di cose del genere?” Io stesso, leggendo questo post, e solo questo, sarei portato alle medesime considerazioni. Ragionamento diverso farà, penso, chi ha da tempo, anche sporadicamente, letto i post di questo blog. Quindi prego vivamente eventuali neofiti di considerare la questione ben più seria di come può apparire a prima vista e, quindi, di fidarsi di quanto vado qui scrivendo.
Veniamo adesso al tema vero e proprio che intendo trattare in questo post, che poi è una prosecuzione dei 3 post precedenti.
Dalle svariate, diciamo, informazioni che mi sono pervenute, uno dei “vestiti” (calunnie) forse più ricorrenti che il detrattore sta da tempo tentando di mettermi addosso (tenete sempre presente che questo personaggio ed i suoi “veicolatori” “operano” sotto traccia, ragione per cui i tempi necessari per ottenere “informazioni” adeguatamente affidabili sono molto lunghi) sembra essere (sintetizzando ed un po’ estremizzando) quello di una sorta di balordo molestatore seriale compulsivo nei confronti, ovviamente (almeno credo), delle donne .
Con tale definizione, rilevo dal Vocabolario, si intende “una persona che commette ripetutamente un’azione specifica” e che “agisce spinta da un impulso irrefrenabile e ripetitivo”.
Peraltro di “vestiti” ce ne sono altri le cui sottostanti problematiche spero di poter affrontare in un prosieguo non troppo lontano a condizione che riesca e reperire adeguate “informazioni”.
Forse è il caso di aggiungere subito che, come dimostrano tutti i miei “trascorsi”, ho sempre avuto grande rispetto per le donne.
A questo punto mi verrebbe il desiderio di scendere nel dettaglio e quindi cercare di capire bene quale tipo di molestia, quale tipo di gratificazione, quale tipo di approccio, quale tipo di risultato finale, ecc. ecc., intenderei conseguire con questo comportamento molto più che “strano”. Ma il discorso diverrebbe troppo lungo e perdipiù senza concreti miglioramenti in termini di conoscenze utili ai fini di questo post. Al più potrei arrivare a “certificare”, per certi versi, un significativo grado di stupidità.
Come vedete una situazione che ha dell’assurdo. Dei piccoli mafiosi di periferia, oltre a tutte le angherie da me evidenziate nei precedenti post, hanno deciso di “veicolare” false informazioni sul sottoscritto volte a catalogarlo come, appunto, un balordo molestatore seriale compulsivo.
Una storia. che, se me la raccontassero, stenterei parecchio a crederci.
Da qui il mio tentativo di portare tutta la questione al massimo livello di trasparenza possibile in quanto, così facendo, siccome tutti i miei atteggiamenti non hanno niente a che vedere con quelli di cui sopra, il sottostante meccanismo verrebbe subito e completamente sgretolato.
Ma procediamo con ordine anche se, come potrete constatare, occorre che io “scenda” ad un consistente livello di mediocrità. Ma tant’è.
Al momento in cui mi sono reso conto del problema ho pensato a come difendermi e confesso che in prima battuta la cosa mi era sembrata abbastanza facile. Basta che io – mi sono detto – nelle varie situazioni, mi mantenga, come dire, “in evidenza” in modo che più persone possano osservarmi contemporaneamente e, quindi, verificare un atteggiamento che non ha niente a che vedere con le molestie. Semplice.
Ma a distanza di non poco tempo mi sono accorto che la situazione era ancora “in piedi”. Forse, e dico forse, perchè tutta la questione, data la mia scarsa prespicacia, si era robustamente “cronicizzata”.
Occorreva pertanto “alzare il tiro”. Decisi quindi non solo di pormi in buona evidenza, ma anche di mantenermi debitamente distante dalle persone (maschi e femmine), a parte, ovviamente, persone amiche o, comunque, buoni conoscenti.
Come detto più volte, tutto sarebbe ben più lineare e molto più facile nel caso in cui potessi trasferire tutta la questione da un contesto “sottotraccia” ad uno assolutamente trasparente.
Percependo nuovamente di non aver raggiunto l’obettivo (sempre, ovviamente, in tempi lunghi), neppure con tali altri accorgimenti, ho alzato nuovamente il tiro: cercare di far emergere il più possibile la parte sommersa dell’iceberg, pure a costo di andare sopra le righe.
Ed eccomi qui nella speranza di essere arrivato alla conclusione di questa sgradevolissima faccenda o, quantomeno, ad acquisire elementi tali da, come dire, poter “prendere definitivamente il toro per le corna” o, volendo usare un’espressione più “energica”, “tagliare la testa al toro”.
Mentre mi appresto a “chiudere” mi balena alla mente la sensazione che ci possa essere un qualche, diciamo, intreccio fra la “banda del detrattore” e qualche soggetto istituzionale o paraistituzionale. Sensazione subito dissipata dal benchè minimo riferimento fattuale.
Per essere sicuro che il messaggio implicito di questo post venga recepito, provvedo a renderlo esplicito: sfido il “detrattore occulto” (ma anche qualsiasi altra persona) a rendere palese anche una sola circostanza in cui io possa essere minimamente sospettato di molestia.
In questo post, come del resto in buona parte del blog, viste le forti interdipendenze fra i singoli argomenti, ritengo buona regola tenere sempre ben presenti tutte le sfaccettature della questione compreso, per esempio, nel caso specifico, quella del famigerato disturbo intestinale. Invito quindi caldamente a leggere i relativi post (del 26 aprile 2019, del 9 gennaio 2018, del 13 novembre 2017, del 17 luglio 2017, del 22 settembre 2022).